“Cosa si mangia zia?” .
Il mio fegato iniziò a soffrire di parkinson in attesa della risposta.
“Solo un piatto di pasta con la salsa!” Rispose candidamente la zia.
Il mio fegato si bloccò improvvisamente. Non riuscì a credere a ciò che ebbe appena sentito. Possibile che questa volta forse non avrebbe lavorato tutta la domenica? La prima dopo tanto tempo. Un piatto di pasta con la salsa per digerirla e metabolizzarla quanto impiegherà? Un'oretta? Due? L'importante è che la sua padrona non si faccia fare la solita porzione da torre di babele. Stava già immaginando come avrebbe dedicato il suo tempo libero quando improvvisamente realizzò che in linguaggio ziesco “solo pasta con la salsa” si traduce in: fusilli con salsa fresca fatta in casa, tocchetti di pancetta e salsiccia sbriciolata rosolata con olio, carote e cipolla, e millinciane fritte.
Poi visto che il primo era “semplice”, la zia decise di accompagnarli con una para di involtini di carne alla siciliana (quelli ripieni di prosciutto formaggio e mollica), sasizza alla pizzaiola e una guantiera di purea di patate.
Immancabili i finocchi e l'ananas finale con la funzione di sciacquarci la bocca, bruciare i grassi ingeriti e prenderci abbondantemente da soli per il culo.
Alla fine la zia si presentò con due vassoi di cassatelle alla ricotta e la frase: “così vi livate u pensiero!”
“Di cosa? Di mangiare per il resto della settimana?”
Il mio fegato è stato perentorio: alla prossima domanda sui menu' zieschi, vuole obbligatoriamente utilizzare sulle zie la macchina della verità!
