Stigghiola
Leggero spuntino siculo da strada che consiste in budello di vitello o agnello avvolto nella cipolla che gli dona proprio quel gusto delicato che favorisce la socializzazione. Tale alimento si consuma generalmente per strada a qualsiasi ora del giorno e della notte. In particolare è gradevole assaggiarlo il giorno di ferragosto con 40 gradi all'ombra alle tre del pomeriggio in modo tale che il grasso che cola si confonde con il proprio sudore. La stigghiola viene preparato dal cosi detto stigghiolaro. Per trovarlo non è necessario usare google maps, pagine bianche o il navigatore satellitare. Basta seguire l'odore e individuare gli unici banchi di nebbia che si formano a Palermo.
Beddu Priu
Reazione sarcastica ad evento o situazione non richiesta prospettataci in maniera elettrizzante da terzi il cui unico effetto è profondere all’interno del nostro animo un totale e assoluto “chimminnifuttismo”.
Ccè cuosa?
Domanda dai toni minacciosi rivolta ad individuo che nutre un interesse "immotivato" nei confronti di attività che stiamo svolgendo: come per esempio posteggiare davanti al garage altrui bloccandogli il transito, accendere la carbonella per una arrostita di carne mentre i vicini hanno la biancheria appena stesa. Tale domanda vuole causare sul fastidioso osservatore una reazione fisica che si manifesta con un brivido lungo la sua schiena in modo tale da farlo desistere da qualsiasi reazione vocale e lo costringa a rivolgere il suo sguardo altrove in modo da poterci permettere indisturbati il completamento del nostro operato.
Minestra arriquariata
Argomento riproposto fastidiosamente dalla mattina alla sera la cui sostanza insipida rimane la stessa. Tale situazione è maggiormente sgradevole perché riesuma ricordi traumatici infantili di quando le proprie mamme ci propinavano durante il pasto serale la stessa minestra riscaldata del pranzo ma con tre chili di formaggio sopra, spacciandola per una pietanza nuova e prelibata. (Fig.) : Relazione amorosa interrotta e ripresa svariate volte che è destinata a fare la stessa fine funesta delle volte precedenti.
