Il Toco
Individuo mitologico che rappresenta una deità sicula, essendo un creatura perfetta, dal fisico asciutto e sempre alla moda. frequenta solo ambienti dove “ci sono tutti” basta che siano in lista e dove i buttafuori al suo solo apparire, si spostano come le acque del mar rosso per farlo passare, davanti naturalmente ad un migliaio di attonite persone che erano in fila da ore. Ha uno stuolo di donne e uomini al suo seguito tale da apparire agli essere comuni come un Pastore con il suo gregge. E' sempre al telefono, sta sempre parlando con qualcuno, questo mentre beve un drink, danza, fuma una sigaretta e flirta con la bona di turno. Ha il potere factotum del polipo. La sua compagna di vita è una, nessuna e centomila, perché lui è Il Toco, il dio amatore che ama tutte (le bone) e non può deludere nessuna. Non si sa che lavoro realmente faccia nonostante si presenti come avvocato, imprenditore ecc, perché non si spiega come abbia il tempo di frequentare tutti i grandi eventi siculi anche fino a tarda notte per poi svegliarsi l'indomani mattina e affrontare tranquillamente una giornata lavorativa per buscarsi il pane. Ma lui è un dio ed ha il dono dell'ubiquità... oppure è un figlio di papà e fintanto che il papà campa...
Il Tascio
Il "Tascio" è colui che è colpito da una forma di daltonismo estetico che origina dal cervello per poi intaccare gli altri organi che controllano i cinque sensi portando il siculo di qualsiasi genere ed età ad essere inabile a discernere il bello dall'orrendo e ad invertire totalemnte ogni canone estetico. E' l'unica malattia che si tramanda culturalmente e non geneticamente.
Tale malattia danneggia prima di tutto il cervello costringendo il siculo ad assumere atteggiamenti per loro ritenuti eroici ma ritenuti riprovevoli dal senso comune e civico. Ogni critica nei loro confronti è ritenuta manifestazione di invidia, perchè non è da tutti riuscire a pronunciare ruttando una frase di senso compiuto ed è azione degna di lode anche se si fa durante un banchetto di matrimonio. I neuroni vengono ulteriormente danneggiati dall'uso di gel e lacche per capelli che rendono la loro chioma della stessa consistenza del prato sintetico utilizzato nei presepi.
Danneggia successivamente gli occhi, rendendoli incapaci di percepire il proprio abbigliamento come atroce e creandogli l'illusione di apparire davanti allo specchio come Venere o Adone. Infatti non si capacitano dei continui due di picche che ricevono nelle loro frequenti fasi di abbordaggio costringendoli ad accoppiarsi tra loro simili.
Danneggia poi le orecchie, portandoli a percepire rumori assordanti monosinfonici (unzunzunz) come paradisiaca melodia dai molteplici accordi (ecco perchè devono assolutamente sentire la musica ad un volume talmente alto da sentirsi anche su Marte)
Danneggia l'olfatto, portandolo a percepire odori forti (come tre quintali di colonia o sudore lasciato a macerare sulla pelle per giorni) come soavi aromi, "picchì l'omo avi a ciarare".
Danneggia infine la funzione del linguaggio facendolo esprimere tramite monosillabi o come dei codici fiscali: "c pssmo cnscre? cuscì! ke mca ha n sgrtta?"
Tale malattia è ormai arcinota come "Tasciume"
Farisi quattru cianchi
Figura contorsionistica che si ottiene per effetto di recepimento di battute dall'effetto eccessivamente ilare e che porta il siculo ad assumere posizioni degne di abile artista circense perdendo totalmente il controllo dei propri muscoli articolari.
Cuosi i rùmpiri
Dicesi di evento di vaste proporzioni da suscitare nell'individuo siculo un tale entusiasmo che lo porta ad esprimerlo in maniera violenta e rumorosa. Tali eventi si verificano: “quannu c'è i manciari e bbiviri” in abbondanza e quando c'è una manifestazione in un qualunque luogo basta che sia aggratis (sagre, feste patronali, feste rionali, concerti in piazza). In tali circostanze si verifica un alto concentramento di individui siculi in uno spazio ristrettissimo, tuttavia, se inizialmente tale evento suscita consenso ed entusiasmo, successivamente si trasforma in riprovazione cosicché saranno principalmente i cabbasisa a rompersi.
