Malura
E' un fenomeno nella quale una parte della popolazione sicula è colpita da una persistente carenza di qualcosa di tangibile come i “picciuli” o i contatti fisici intimi con il prossimo provocando uno stato mentale visionario in cui anche le "gallerie" sembrano dei paradisi da raggiungere (nb: "...ogni pirtusu è galleria"). A volte tali cause tangibili possono essere l'una conseguenza dell'altra.
'Ngusciari
"'Ngusciari" (di Stefania Cusumano) Tipica espressione ambivalente, che sta ad indicare un episodio esageratamente emozionale, che l'individuo palermitano solitamente vive nei frangenti di maggiore ilarità/dolore. La versatilità del termine ben si adatta al momento di confusione che genera nei presenti, perchè quando il palermitano "'nguscia", sta ridendo/piangendo tanto da non riuscire a respirare più, facendo sì che chi gli è vicino non sappia se praticargli sul momento la manovra di Heimlich, se scuoterlo per le spalle per farlo smettere o se lasciarsi contagiare (in caso si tratti di risata) e perdere il contatto con la realtà per quei lunghissimi istanti senza fiato.
Chi ci 'nné ra vita
Training autogeno siculo, utilizzato soprattutto durante lauti pasti, alla 12° portata e al 35° bicchiere di vino, per autoconvincersi che anche se il tuo fegato dopo questa ardua provaha deciso di prendersi le ferie a tempo indeterminato, la tua anima sarà in pace con se stessa e cio' che è rimasto degli altri organi...e poi basta usare il dolcificante nel caffè...e passa tutto!!!!!
L'Arrustuta
Cerimonia religiosa sicula i cui patroni sono rappresentati dalla triade: Sasizza, Cainne i crastu e i Stigghiuola. Essi vengono lodati e osannati sopra una fonte calda e luminosa detta: U Luciu. Al termine della celebrazione, vengono offerti come oboli i cacuoccioli che devono essere obbligatoriamente ingeriti dagli astanti anche al costo di sacrificare un organo interno per farli entrare dentro i loro stomaci.
Tale liturgia viene perpetrata nelle campagne e nei villini siculi nei seguenti giorni: 25 aprile, 1 maggio, pasquetta, ferragosto ed in tutte le giornate non feriali in cui “u sulu spacca i petri”. A volte, i più fedeli e praticanti svolgono il rito dell'arrustuta anche in caso di maltempo, scegliendo come location il proprio terrazzino o il balcone di casa provocando sommo gaudio e tripudio alla vicina di casa che ha appena fatto la stinnuta.
