Giovedì, 24 Gennaio 2013 19:26

Malura

E' un fenomeno nella quale una parte della popolazione sicula è colpita da una persistente carenza di qualcosa di tangibile come i “picciuli” o i contatti fisici intimi con il prossimo provocando uno stato mentale visionario in cui anche le "gallerie" sembrano dei paradisi da raggiungere (nb: "...ogni pirtusu è galleria"). A volte tali cause tangibili possono essere l'una conseguenza dell'altra.

Mercoledì, 23 Gennaio 2013 09:12

'Ngusciari

"'Ngusciari" (di Stefania Cusumano) Tipica espressione ambivalente, che sta ad indicare un episodio esageratamente emozionale, che l'individuo palermitano solitamente vive nei frangenti di maggiore ilarità/dolore. La versatilità del termine ben si adatta al momento di confusione che genera nei presenti, perchè quando il palermitano "'nguscia", sta ridendo/piangendo tanto da non riuscire a respirare più, facendo sì che chi gli è vicino non sappia se praticargli sul momento la manovra di Heimlich, se scuoterlo per le spalle per farlo smettere o se lasciarsi contagiare (in caso si tratti di risata) e perdere il contatto con la realtà per quei lunghissimi istanti senza fiato.

Lunedì, 21 Gennaio 2013 12:15

Chi ci 'nné ra vita

Training autogeno siculo, utilizzato soprattutto durante lauti pasti, alla 12° portata e al 35° bicchiere di vino, per autoconvincersi che anche se il tuo fegato dopo questa ardua provaha deciso di prendersi le ferie a tempo indeterminato, la tua anima sarà in pace con se stessa e cio' che è rimasto degli altri organi...e poi basta usare il dolcificante nel caffè...e passa tutto!!!!!

Giovedì, 10 Gennaio 2013 19:53

L'Arrustuta

Cerimonia religiosa sicula i cui patroni sono rappresentati dalla triade: Sasizza, Cainne i crastu e i Stigghiuola. Essi vengono lodati e osannati sopra una fonte calda e luminosa detta: U Luciu. Al termine della celebrazione, vengono offerti come oboli i cacuoccioli che devono essere obbligatoriamente ingeriti dagli astanti anche al costo di sacrificare un organo interno per farli entrare dentro i loro stomaci.

Tale liturgia viene perpetrata nelle campagne e nei villini siculi nei seguenti giorni: 25 aprile, 1 maggio, pasquetta, ferragosto ed in tutte le giornate non feriali in cui “u sulu spacca i petri”. A volte, i più fedeli e praticanti svolgono il rito dell'arrustuta anche in caso di maltempo, scegliendo come location il proprio terrazzino o il balcone di casa provocando sommo gaudio e tripudio alla vicina di casa che ha appena fatto la stinnuta.

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